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La Liquidazione dei Danni

L’ingegnere Guido Vaccari (Livorno 1880÷1928) è stato, seppur nella sua breve vita, certamente un uomo di cultura. Dalle nostre ricerche è risultato che già nel 1906, all’età di 26 anni, pubblica un’opera riguardante l’elaborazione di un piano regolatore dei vecchi centri di Livorno al fine di recuperare quelle località, riconosciute malsane, agevolando la costruzione di case popolari.

 

Nel 1921 il Vaccari pubblica La liquidazione dei Danni di Incendio e di Furto in rapporto alle Assicurazioni e il testo originale risulterebbe reperibile, oltre che presso la sede di Torino della Biblioteca Alfonso Desiata, in altre quattro biblioteche pubbliche, ossia la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca G. Goidanich di Bologna, la Biblioteca Comunale Labronica F.D. Guerrazzi di Livorno ed infine la Biblioteca dell’Agenzia Regionale Umbra per i servizi e l’innovazione in agricoltura di Perugia.

 

Dalla sua prima edizione il libro ha visto trascorrere circa 100 anni di vita assicurativa ma esso può ancora ritenersi attuale visto che il lettore troverà argomentazioni come il reintegro in forma specifica. Il Vaccari infatti scrive: le compagnie hanno pure il diritto (per quanto se ne valgano) di sostituire in natura, in tutto od in parte, le cose distrutte o danneggiate.

 

L’autore soddisfa anche la componente peritale, uno dei pilastri su cui poggia la Biblioteca Desiata, e ne tratteggia in modo esemplare la professione che, ben si sa, non è tra le più comode, spesso i sopralluoghi sono faticosissimi, perciò chi ama gli agi e la vita sedentaria conviene che scelga altro mestiere. Al liquidatore ben si addicono i versi del Divin Poeta : …sedendo in piuma in fama non si vien, né sotto coltre.

 

Il Vaccari si richiama alla Divina Commedia quando nell’Inferno, dopo aver salito l’ardua parete che porta dalla sesta alla settima bolgia, Dante, vinto dalla stanchezza, si siede sull’argine per riprendere fiato. Subito Virgilio lo esorta a togliersi di dosso ogni torpore, poiché chi si adagia sulle piume o sotto le coperte di un letto non conquista la fama, e chi muore senza fama lascia in terra una traccia di sé che dura quanto il fumo nell’aria o la schiuma nell’acqua.

 

Le pagine che compongono il libro sono state volutamente rieditate dalla Biblioteca Desiata come l’originale. La lingua italiana dal 1921 si è evoluta ma la lettura rimane comprensibile e ancora oggi favorisce riflessioni su un mondo, quello dei sinistri assicurativi, che seppur indirizzato sempre più verso le tecnologie connesse, non può mai scordarsi degli aspetti giuridici su cui si fonda.

 

Il libro viene donato gratuitamente ai visitatori della Biblioteca Alfonso Desiata.